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Storia
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Nelle terre di Calabria, dai tempi degli insediamenti greci,
vive un albero nobile che da secoli regala i suoi frutti: l'olivo. Forte
e generoso, affonda le sue radici in una terra al tempo stesso aspra e
dolce. E qui ci sono anche le nostre radici.
La Lucifero & Zurlo nasce a Crotone su iniziativa di Giovampaolo Lucifero
e Stanislao Zurlo, discendenti di antiche famiglie calabresi da sempre
impegnate in agricoltura, ed in particolare nella coltivazione di oliveti.
Partendo dalla consapevolezza che il valore di una antica e preziosa produzione
come quella olearia vada riaffermato e recuperato, l'azienda conduce una
ricerca e sperimentazione continue per offrire oli dalla preziosa genuinità.
Ed è così che dalle proprie olive dà vita ad un extra
vergine di valore, dal sapore ricco e dal profumo intenso, un olio dall'anima
pura. Un vero nobile.
Storia delle famiglie
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Lucifero
E' una delle più antiche famiglie calabresi, tanto che taluni
collegano le ascendenze a Talete che in età classica fu capitano
dei crotoniati.
I Lucifero, dal 1200 investiti delle Baronie di Belvedere, Montespinello,
Malapezza, Zinga, Casanova, Bagliva di Crotone e Papanice, hanno legato
il loro nome alle vicende belliche e politiche della Calabria.
Nel 1296 l'arcivescovo Lucifero organizza una ostinata difesa della città
di Santa Severina presa d'assedio dagli Aragonesi. In seguito, durante
il regno di Federico d'Aragona, Bernardo Lucifero fu generale delle galere
del Regno di Napoli. Il vescovo Giovan Matteo, abile politico, fu consigliere
dell'imperatore Carlo V.
Nello scontro decisivo tra Francesi e Spagnoli, avvenuto a Pavia il 24
febbraio 1525, Giovanpaolo e Marcantonio Lucifero erano al comando degli
Archibugieri del Viceré di Napoli e nel corso di un combattimento
presero prigioniero lo stesso re di Francia Francesco I. Qualche anno più
tardi, Giovanpaolo con Perruccio Lucifero armarono a loro spese una galera
partecipando vittoriosamente all'impresa di Tunisi, che Carlo V organizzò
per spezzare il predominio dei Turchi nel Mar Mediterraneo.
Per i servizi resi Carlo V, con privilegio datato 22 marzo 1536, volle
che i Lucifero fossero considerati in perpetuo familiari del re e avessero
ovunque nel Regno dignità, favori, esenzioni prerogative, libertà
e grazie.
Nel 1696 Filippo V di Borbone nomina il Barone di Zinga, Fabrizio Lucifero
ed i suoi discendenti diretti, marchesi del Feudo di Aprigliano.
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Zurlo
Le prime notizie storiche sulla famiglia risalgono al 1147, anno in cui
gli Zurlo sono a Napoli e citati nei testi della nobiltà del regno
degli Angioini.
In quel periodo vari componenti della famiglia si distinsero nelle armi
e nella politica.
Da ricordare in modo particolare Felice Zurlo che ricoprì l'incarico
di Vice Doge di Napoli, nonché di comandante della difesa di Otranto.
Entrano nella nobiltà di Crotone nel 1737, facendo parte del Sedile
di San Dionigi.
In questo periodo elemento di spicco del casato fu Gaetano Zurlo, console
di Francia a Crotone.
Ammessa nel Sovrano Ordine Militare di Malta, da più generazioni
usa il titolo baronale attribuito in diversi documenti ufficiali.
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