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GUIDA AL CONSUMO DELL'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
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| Informazioni ai consumatori
Dodici buoni motivi per consumarlo e …
- AZIONI BENEFICHE - L’olio extra vergine di
oliva esercita numerose azioni benefiche sul nostro organismo. Protegge,
disinfiamma, stimola le mucose di stomaco e intestino, fegato, cistifellea
e pancreas. Svolge un’azione positiva contro diabete, arteriosclerosi,
malattie cardiovascolari e delle vie biliari. Riduce l’eccesso
di colesterolo; favorisce l’assorbimento di vitamina E; regola
i movimenti dell’intestino durante la digestione (peristalsi),
favorendo il percorso del cibo.
- AZIONE ANTIOSSIDANTE - L’olio extra vergine
di oliva, unico grasso ricavato dalla semplice spremitura di un frutto,
è uno dei prodotti più ricchi di antiossidanti naturali.
A cosa servono? Vediamo. Tra le innumerevoli reazioni chimiche che
si svolgono nel nostro organismo, quelle di ossidazione danno come
risultato i cosiddetti “radicali liberi”. Si tratta di
sostanze che possono rivelarsi dannose e causare malattie come quelle
cardiovascolari o tumorali. E’ per difendersi dai radicali liberi
che servono gli agenti antiossidanti. La dieta mediterranea ne offre
in gran quantità, poiché prevede un largo uso di olio
extravergine di oliva, ricco di vitamine A, D ed E, flavonoidi, fenoli
e pigmenti pirrolici. Tutte sostanze che contrastano l’azione
nociva dei radicali liberi e rallentano i processi di invecchiamento
delle nostre cellule.
- COLESTEROLO - L’olio extra vergine di oliva
contribuisce a ridurre l’eccesso di colesterolo. Per la precisione,
non genera affatto colesterolo “cattivo” (LDL) favorendo,
al contrario, la formazione di colesterolo “buono” (HDL).
Quest’ultimo garantisce l’integrità delle nostre
arterie: le ripulisce da eventuali placche arteriosclerotiche e dallo
stesso LDL, impedendo che queste sostanze aderiscano alle pareti delle
arterie, occludendole. Numerosi studi hanno attestato che i popoli
del Mediterraneo, da sempre grandi consumatori d’olio di oliva,
sono meno soggetti di altri a malattie cardiovascolari, a patologie
tumorali e a calcolosi delle vie biliari.
- CONTENUTO CALORICO DELL’OLIO - L’olio
di oliva è un grasso altamente digeribile. Il vantaggio consiste
nel fatto che, essendo l’olio extra vergine di oliva più
gustoso e saporito degli altri, potremmo usarne una quantità
inferiore, riducendo il contenuto calorico complessivo della pietanza,
a vantaggio della nostra linea… e del nostro palato.
- ALIMENTO PREZIOSO - L’olio extra vergine
di oliva non è meno digeribile degli altri oli. Al contrario,
è stato dimostrato scientificamente che è l’unico
digeribile al 100%, contro l’85% dell’olio di semi girasole,
l’81% di quello di arachidi e il 36% dell’olio di semi
di mais. Rispetto ad altri grassi, in particolare a quelli di origine
animale, l’olio extra vergine di oliva è quello che si
digerisce più velocemente.
- FABBISOGNO GIORNALIERO - L’olio di oliva,
data la sua origine vegetale, è ricco di grassi detti “insaturi”
indispensabili per il nostro organismo, poiché costituiscono
un fattore di crescita e consentono ai tessuti cellulari l’assimilazione
di altre sostanze utili. La quantità ottimale di grassi “insaturi”
di cui il nostro organismo necessita corrisponde a 2 cucchiai al giorno.
Non esistono controindicazioni, anzi, come stiamo imparando a conoscere,
gli effetti benefici sono molteplici e ampiamente differenziati.
- OLIO E SPORT - L’olio extra vergine di oliva
fa bene a chi pratica sport. Infatti garantisce l’apporto di
sostanze nutritive tipiche di un prodotto naturale e, allo stesso
tempo, ha effetti positivi sulla digestione: contribuisce a un rapido
svuotamento dello stomaco, riducendo i tempi del processo digestivo;
stimola la secrezione di sostanze che riducono l’acidità
gastrica; favorisce l’attività della cistifellea e la
digestione dei grassi a livello intestinale.
- OLIO E GRAVIDANZA – Durante la gravidanza,
è bene aggiungere alla propria dieta due cucchiai di olio extra
vergine di oliva. Si tratta di un aumento “controllato”.
Gli acidi grassi che l’olio contiene contribuiscono alla formazione
delle cellule e del sistema nervoso. Consumato crudo, inoltre, l’olio
riduce eventuali problemi di stipsi fastidiosi per la gestante.
- OLIO E INFANZIA - L’olio extra vergine di
oliva è ideale per l’alimentazione anche dei più
piccoli. Il suo contenuto di acidi, in rapporto perfettamente bilanciato,
ne fa un alimento altamente digeribile e importantissimo nei processi
di formazione delle ossa e di sviluppo del cervello. Per questo, si
possono condire con olio extra vergine di oliva le pappe di svezzamento
fin dal 4°-5° mese di vita.
- OLIO E COTTURA - L’olio extra vergine di
oliva è uno dei grassi più indicati per friggere. Sopporta
temperature elevate raggiungendo il “punto di fumo” ad
una temperatura più alta rispetto agli altri grassi. Il punto
di fumo è quello in cui un grasso brucia creando composti di
sapore cattivo, dannosi per il fegato talvolta fin quasi alla tossicità.
L’olio extra vergine di oliva raggiunge il punto di fumo oltre
i 250°. Nella frittura si superano spesso i 200°, mai i 250°.
Con l’olio extra vergine di oliva possiamo dunque friggere in
tutta tranquillità!
- UTILIZZO E TEMPERATURA PER FRIGGERE - La temperatura
ideale di frittura sarà moderata (130-145° C), per vegetali
e alimenti in pezzi piuttosto grossi; elevata (160-170° C), per
quelli piccoli ripassati nell’uovo e impanati; molto elevata
(oltre 170°n C) per pezzi molto piccoli. E’ bene usare padelle
col fondo nero, di quelle che dopo l’uso non vanno lavate, ma
asciugate con carta assorbente, e preferire il fornello a gas alla
piastra elettrica.
- OLIO E CAPELLI - L’olio extra vergine di
oliva fa bene a pelle e capelli. Cute e capelli sono i tessuti del
nostro organismo che cambiamo più spesso e velocemente. Pertanto
la loro salute dipende in grandissima parte dal corretto apporto di
sostanze nutrienti. L’olio extra vergine di oliva fornisce acidi
grassi che l’organismo non è in grado di produrre e favorisce
l’assorbimento di vitamine: per questo, specialmente se lo consumiamo
crudo, rappresenta l’ideale condimento di verdure e ortaggi,
alimenti altrettanto benefici.
…altre dodici buone ragioni per imparare a conoscerlo
meglio
-
Cosa significa “olio extra vergine
di oliva”? Si definisce “extra vergine di oliva”
l’olio ottenuto dalla prima spremitura di olive attraverso processi
meccanici, quindi senza ricorso a processi o sostanze chimiche, in
condizioni che non causino alterazioni dell’olio e la cui acidità
libera, espressa in acido oleico, non risulti superiore allo 0,8%.
Solo olive fresche di prima qualità, raccolte e spremute, che
non abbiano subito altro trattamento oltre al lavaggio, alla separazione
dalle foglie, alla centrifugazione e alla filtrazione.
-
Cosa determina l’acidità?
L’acidità indica la percentuale di acido oleico in un
olio e ne è il principale indicatore della qualità.
Più è alto il suo valore, più vuole dire che
la qualità del prodotto è scadente.
L’acidità, espressa in acido oleico, può aumentare
anche a seguito di negligenza nelle fasi di produzione, e cioè
utilizzo di olive troppo mature, intervalli di tempo eccessivamente
lunghi tra la raccolta e la lavorazione delle olive, scarsa cura nella
lavorazione.
L’acidità non è riscontrabile nel sapore dell’olio,
ma è definibile solo mediante analisi in laboratorio. Non deve
essere pertanto confusa con il leggero pizzicore che è invece
indice di bassa acidità e recente spremitura delle olive.
-
Come si ottiene il prodotto con la denominazione
di “olio di oliva”? Il prodotto commercializzato
con la denominazione di “olio di oliva” può avere
un grado massimo di acidità dell’1% ed è ottenuto
miscelando olio di oliva raffinato con oli di oliva vergini commestibili.
L’olio di oliva raffinato, a sua volta, è il cosiddetto
olio vergine di oliva “lampante”, che per difetti e gravi
alterazioni (tra cui l’acidità superiore al grado limite
del 2%), non è considerato commestibile e necessita di un processo
industriale di deacidificazione, deodorazione e decolorazione, divenendo
così un prodotto assolutamente neutro sia per gusto che per
colore. L’aggiunta di una percentuale di olio “vergine”
di oliva gli conferisce un minimo di profumo e di gusto e si commercializza
così con la denominazione “olio di oliva”. Una
curiosità L’olio di oliva lampante si presenta molto
scuro ed emana un odore sgradevole. In antichità veniva utilizzato
solo per alimentare le lampade ad olio.
-
Come si ottiene l’olio di sansa di
oliva? La sansa vergine, cioè il sottoprodotto solido
delle olive lavorate, contiene una quantità residua di olio
che può andare dal 2 al 4% per 100 kg di sansa. Per recuperare
questa percentuale, che non si può estrarre con procedimenti
meccanici, si ricorre ai sansifici che provvedono all’estrazione
affidandosi ad una procedura simile a quella adottata per la produzione
degli oli di semi, basata sull’impiego di solventi. Naturalmente,
l’olio ottenuto non è commestibile e deve essere successivamente
raffinato e corretto, attraverso il procedimento utilizzato per ottenere
l’olio di oliva raffinato. Miscelando l’olio di sansa
raffinato così ottenuto, con una percentuale di olio vergine
d’oliva e mantenendo l’acidità entro il limite
massimo dell’1%, si ottiene l’olio di sansa di oliva.
-
Da cosa dipende la qualità di un
olio extra vergine di oliva? La qualità di un olio
extra vergine di oliva dipende da molti fattori. Determinante è
la cultivar, cioè la varietà delle olive, poi la zona
di produzione, quindi le condizioni climatiche e la composizione del
terreno, aspetti che influiscono soprattutto sul sapore e profumo
dell’olio. Tutti i pregi e difetti dipendono inoltre da differenti
fattori quali: grado di maturazione delle olive, tecnologia di raccolta,
tempi e luoghi di conservazione delle olive, tecnologie di estrazione,
conservazione dell’olio, igiene e pulizia generali, tempo e
temperatura di gramolazione, trattamenti alla pianta ed al terreno,
stato di salute della pianta e delle olive.
-
Qual è il miglior metodo di raccolta
delle olive? Le olive vanno raccolte al giusto grado di maturazione.
Dobbiamo lasciarci guidare dal colore e raccogliere le olive quando
la loro colorazione superficiale è ancora parziale o si è
appena completata: il contenuto in olio sarà della massima
qualità e ricco di sostanze benefiche, avremo minor livello
di acidità e aroma elevato e gradevole. Il miglior sistema
di raccolta è la tradizionale brucatura (raccolta a mano, dalla
pianta) che consente di cogliere il frutto al grado di maturazione
voluto, nelle condizioni migliori, integro e senza che sia venuto
a contatto con il terreno. Un altro valido sistema di raccolta è
quello con scuotitore meccanico mentre assolutamente da evitare è
la raccolta da terra. La formula per ottenere un buon olio extra vergine
rimane, nel tempo, sempre la stessa: olive sane, raccolte dalla pianta
e macinate subito!
-
Come avviene il processo produttivo dell’olio
extra vergine di oliva? Ultimata la raccolta, che deve avvenire
nel modo più corretto, le olive devono essere trasportate con
ogni precauzione al frantoio. Prima di procedere all’estrazione
vera e propria, le olive vengono separate dal fogliame residuo; sono
successivamente lavate per eliminare i residui e le impurità
vegetali e minerali.
A questo punto possono essere avviate al processo di frangitura, cioè
la riduzione in pasta della buccia, polpa e nocciolo delle olive.
Si prosegue poi con la gramolatura, cioè un continuo e delicato
rimescolamento della pasta che dà luogo alla unificazione delle
molecole dell’olio per meglio poter separare l’olio dall’acqua.
L’estrazione vera e propria, avviene per pressione o centrifugazione
e porta alla definitiva separazione delle tre componenti della pasta:
l’acqua, la sansa e l’olio.
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Quante olive occorrono per ottenere un
litro di extra vergine? Per produrre un litro di olio occorrono
ben 5 o 6 Kg di olive! L’extra vergine, ottenuto dalla spremitura
del frutto, grazie alla massima cura osservata in tutte le fasi di
lavorazione, è pertanto un prodotto per sua natura “costoso”.
Ad esempio, le condizioni in cui viene effettuata la spremitura, incidono
sulla resa delle olive da un lato, sulla qualità dell’olio
dall’altro. La temperatura ottimale, durante la spremitura,
dovrebbe essere di circa 27°C: aumentarla consentirebbe di ottenere
una maggiore percentuale di olio estratto dalle olive, ma a rischio
di un abbassamento sostanziale della qualità del prodotto.
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Quanto dura l’olio extra vergine
di oliva? E’ buona regola consumare l’olio extra
vergine di oliva nella stessa annata di produzione, anche se generalmente
si considera che il prodotto può essere consumato fino a 20
mesi dalla sua spremitura. L’olio extra vergine di oliva contiene
sostanze naturali antiossidanti, quali i composti fenolici e i tocoferoli,
che lo proteggono dall’irrancidimento, ma con il passare del
tempo la loro azione si affievolisce o può essere vanificata
se non si rispettano alcune semplici regole di conservazione. In primo
luogo, l’olio va conservato in luoghi freschi e asciutti, in
ambienti con escursioni termiche non eccessive (temperature quasi
costanti), va protetto dalla luce diretta, dall’aria e dal calore.
Contrariamente a quanto si pensa, il freddo non provoca alterazioni
nella struttura del prodotto e nella sua conservabilità.
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Che colore ha un buon olio extra vergine
di oliva? Il colore di un buon olio extra vergine di oliva
può assumere un’infinita gamma di gradazioni dal verde
brillante al dorato intenso. In ogni caso il colore non rappresenta
un indicatore attendibile della qualità del prodotto.
A determinare il colore è soprattutto la varietà delle
olive, lo stadio di maturazione e la prevalenza di clorofille o caroteni
in esse contenute.
Si possono avere oli di un bel verde brillante con un gusto tenue
e delicato e per contro, oli giallo paglierino dal gusto molto intenso,
mentre i toni aranciato-rossastri sono sempre associati alla degradazione
ossidativa.
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Cosa significa fruttato? Il primo
segno distintivo di un olio extra vergine di oliva di buona qualità
è il fruttato, cioè il profumo che ricorda il frutto,
lo stesso che si ottiene schiacciando un oliva fresca tra le dita.
Oltre al fruttato, altre sfumature di gusto caratterizzano l’olio
extra vergine di oliva, a seconda delle varietà delle olive,
del loro grado di maturazione e dell’area geografica di produzione.
Gli oli ottenuti con olive acerbe appena colte, hanno un sapore “piccante”
piuttosto pronunciato e gusto “amarognolo”; altri prodotti
con frutti più maturi, un gusto “dolce”, più
delicato.
Vi sono poi sfumature di gusto particolari come quelle di carciofo,
mela, mandorla, pomodoro, sedano, sapore erbaceo, ecc.
Per valorizzare al meglio questi aromi, è buona norma associarli
ai piatti giusti: oli dolci per insalate delicate (lattuga o indivia),
pesci alla griglia o lessi, il cui sapore non deve essere coperto;
oli fruttati per insalate amare (radicchio, rucola, pinzimonio) ragù
e fritti; oli molto fruttati, intensi, per vegetali dal sapore forte
(carciofi) e legumi, ecc.
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Cosa garantisce il marchio DOP?
Il marchio DOP - Denominazione di Origine Protetta - garantisce la
zona d’origine di un olio extra vergine di oliva. Gli extra
vergini, infatti, non sono tutti uguali: caratteristiche, sapori e
profumi cambiano a seconda delle regioni di provenienza. La Denominazione
di Origine Protetta è lo strumento di tutela di queste tipicità
e di orientamento per il Consumatore, conferito esclusivamente agli
oli extra vergini di oliva prodotti nel pieno rispetto della tradizione
della propria zona di origine.
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